Ho perso il mio bambino a 17 anni e ho lasciato l’ospedale a mani vuote, finché un’infermiera non è rientrata nella mia vita.
Poi entrò un’infermiera. Il suo sguardo era calmo e i suoi movimenti lenti, come se sapesse istintivamente che la gentilezza poteva impedire a un cuore di spezzarsi completamente. Si sedette accanto a me e mi asciugò le guance senza farmi domande.
«Sei giovane», mi sussurrò. «La vita non finisce con te.»
Non le ho creduto. Nemmeno per un secondo.
Andarsene a mani vuote… e continuare comunque
Ho lasciato l’ospedale senza niente. Nessun ricordo a cui aggrapparmi, solo un immenso vuoto. Ho fatto le valigie con vestiti che non avrei mai indossato, ho abbandonato l’università e poi, senza convinzione, ho accettato una serie di lavori senza speranza. Sì, respiravo ancora, ma mi importava più della sopravvivenza che della vita stessa.
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