Ho perso il mio bambino a 17 anni e ho lasciato l’ospedale a mani vuote, finché un’infermiera non è rientrata nella mia vita.

Ci sono momenti nella vita in cui tutto si ferma all’improvviso. Quando ti senti congelato tra ciò che avrebbe dovuto essere e ciò che non sarà mai. A diciassette anni, pensavo ancora che l’amore sarebbe bastato a sistemare tutto. Poi, dopo qualche parola imbarazzante, il mio ragazzo se n’è andato, lasciandomi sola con un’immensa paura e un futuro incerto. Ero solo un’adolescente, che cercava di mostrarsi forte, mentre dentro di me tremava tutto e avevo il cuore spezzato.

Crescere troppo in fretta, senza un manuale di istruzioni

Mi dicevo che ce l’avrei fatta, come tanti altri prima di me. Ma la verità è che avevo costantemente paura: paura di sbagliare, di non essere abbastanza brava, paura di questo corpo che stava cambiando quando ancora non mi conoscevo. Avevo paura di diventare adulta senza aver capito davvero le regole. 

E poi tutto è successo così in fretta. Troppo in fretta. Troppo in fretta. Luci intense, voci concitate, il mio cuore che batteva freneticamente. Mi parlavano in termini medici, nel tentativo di rassicurarmi, ma nessuno ha aizzato questa piccola creatura contro di me. È stato portato via, fuori dalla mia portata, al di là della mia comprensione.

La calma dopo la tempesta

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