Bicarbonato: il lucidatore delicato
Il bicarbonato di sodio è leggermente abrasivo e può facilitare la rimozione di placca e macchie superficiali. È anche alcalino, perciò contribuisce temporaneamente a neutralizzare l’acidità della bocca.
Ciò non significa che strofinare quotidianamente la polvere pura sui denti sia una buona idea. I dentifrici al bicarbonato sono formulati con particelle controllate, dosaggi calibrati e, generalmente, fluoro: caratteristiche che una miscela domestica non possiede. Le formulazioni dentifricie contenenti bicarbonato hanno mostrato una buona capacità di rimuovere le pigmentazioni estrinseche mantenendo un profilo di sicurezza adeguato (PubMed).
Occorre comunque usare uno spazzolino morbido e una pressione lieve. Più forza non significa più bianco.
La combinazione perfetta? Non proprio
Mescolare carbone e bicarbonato può sembrare un modo per sommare due effetti. In realtà, si rischia soprattutto di sommare due azioni abrasive.
Non esistono prove solide che questa amalgama casalinga produca uno sbiancamento superiore e sicuro. L’uso reiterato potrebbe assottigliare lo smalto; quando ciò accade, la dentina sottostante, naturalmente più giallastra, diventa maggiormente visibile. Il risultato finale può quindi essere l’opposto di quello desiderato.
2. I reali benefici sbiancanti di carbone e bicarbonato
I possibili vantaggi riguardano soprattutto le macchie provocate da:
- caffè e tè;
- vino rosso;
- tabacco;
- bevande intensamente colorate;
- accumuli superficiali di placca.
Il bicarbonato, preferibilmente inserito in un dentifricio al fluoro, rappresenta l’opzione più ragionevole. Può aiutare a detergere e lucidare senza ricorrere a preparazioni estemporanee.
Il carbone attivo richiede maggiore cautela. Alcuni prodotti possono offrire una sensazione immediata di pulizia, amplificata dal contrasto tra la polvere nera e i denti risciacquati, ma tale effetto non equivale necessariamente a uno sbiancamento misurabile. Studi di laboratorio hanno inoltre osservato possibili alterazioni della rugosità dello smalto dopo l’impiego di determinati dentifrici al carbone (PMC).
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